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Duello all'arma bianca

Scalata al vertice senza esclusione di colpi: a cinque giorni dall'assemblea per il rinnovo del CdA, il Consiglio della Banca Popolare di Marostica esclude da socio dell'istituto di credito il candidato ed ex direttore generale Gianfranco Gasparotto

Pubblicato il 15-01-2014
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A Marostica, Radio Piazza è sempre molto bene informata. E le voci che circolavano insistentemente l'altro ieri nei pressi della scacchiera si sono puntualmente verificate.
Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Marostica, riunitosi ieri, ha deliberato l'estromissione dell'ex direttore generale Gianfranco Gasparotto da socio dell'istituto di credito. Si tratta di una mossa clamorosa in vista dell'assemblea dei soci convocata domenica prossima 19 gennaio per l'elezione del nuovo CdA: ai sensi dello statuto, Gasparotto - leader della cordata concorrente a quella del presidente uscente Giovanni Cecchetto - in quanto non più socio viene automaticamente escluso dalla candidatura al CdA e dalla partecipazione all'assemblea.
La notizia è stata ufficializzata con un comunicato stampa trasmesso ieri sera dalla Banca Popolare di Marostica in redazione, che riportiamo di seguito:

Foto: archivio Bassanonet

“Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Marostica, riunito in data odierna e con propria deliberazione, assunta ai sensi dell’art 15 dello Statuto sociale, ha escluso da socio il Sig. Gianfranco Gasparotto, in quanto ha posto in essere comprovati comportamenti dannosi per la Banca ed è stato inadempiente alle obbligazioni, generali e specifiche che gravano sul socio.
E ciò tanto più ove si consideri che il sig Gianfranco Gasparotto è socio di cooperativa, dove la qualità di socio implica un rafforzato dovere di non provocare danni patrimoniali e di immagine della società, sia di mantenere un comportamento di lealtà verso la società medesima. Ai sensi dello Statuto sociale il sig. Gianfranco Gasparotto è anche automaticamente decaduto dalla carica di amministratore con effetto immediato.”
La decisione del CdA, presa dopo oltre quattro ore di consiglio, getta nuova benzina sul fuoco di una scalata ai vertici dell'istituto di credito che ha assunto ormai i toni di una vera e propria resa dei conti tra l'entourage di Cecchetto e l'ex top manager della banca. Il quale, dal canto suo, dopo essere stato raggiunto da una doppia denuncia per furto e appropriazione indebita ha presentato una controquerela per diffamazione e calunnia a carico dello stesso presidente Cecchetto e del nuovo direttore generale della Banca Popolare di Marostica Alessandro Gallimberti.
Un duello senza risparmio di colpi a cui si aggiunge anche la querelle sulle schede di voto dell'assemblea.
Ieri la Corte di Appello di Venezia ha accolto infatti il ricorso presentato da Gasparotto, sospendendo le delibere del CdA riguardanti le deleghe di voto all'assemblea. L'ex DG si era opposto alla decisione del Consiglio di Amministrazione la quale imponeva che la delega di voto ad un'altra persona potesse essere effettuata dal socio previa vidimazione della delega stessa da parte di un pubblico ufficiale o di un funzionario della banca presso una filiale dell'istituto.
A seguito della sentenza della Corte di Appello, si potrà pertanto delegare il voto in assemblea senza il “controllo” preventivo di un terzo incaricato.
Questa mattina, invece, il giudice del Tribunale di Vicenza interrogato da un altro ricorso della lista Gasparotto sul tema dei nominativi prestampati sulla scheda di voto per l'assemblea si è dichiarato incompetente, accogliendo pertanto la tesi della difesa del presidente Cecchetto (avv. Greselin): il Tribunale competente da adire sarebbe dovuto essere quello di Venezia, Sezione Imprese.
Secondo i ricorrenti, nella scheda dovrebbero essere inseriti tutti i nomi dei candidati, e non solo quelli del CdA uscente, lasciando uno spazio bianco per le altre eventuali candidature dell'ultimo minuto. Non essendoci più il tempo per presentare un ulteriore ricorso a Venezia, in assemblea - come spiega un'ulteriore comunicazione alla stampa della Banca Popolare di Marostica - “si adotteranno quindi le disposizioni in materia contenute nel regolamento assembleare vigente.”
In attesa che il “terzo uomo” - e cioè il presidente di Acque Vicentine Angelo Guzzo, area Pd - sciolga le riserve e presenti a sua volta la sua annunciata lista per la scalata al CdA in assemblea, il clima in Piazza a Marostica è sempre più arroventato. Questa sì che è una Partita a Scacchi a personaggi viventi: ma è una contesa all'arma bianca e le rimanenti mosse, alla luce dei continui sviluppi delle ultime ore, non sono più prevedibili.

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