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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
“Monte dei Paschi di Siena dietro al piano finanziario della Valsugana”
Mps ha asseverato il Piano Economico Finanziario del Project. Lo attesta il BUR del Veneto. CoVePA: “Coprire il debito di SPV con un debito per Valsugana equivale a coprire l'esposizione di una banca con un derivato finanziario a lungo termine”
Pubblicato il 09-02-2013
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“Monte dei Paschi di Siena dietro al piano finanziario della Superstrada a pedaggio in Valsugana tra Canale del Brenta e Bassano del Grappa”.
Detta così, nei giorni della bufera che sta travolgendo gli ex vertici di Mps, è una notizia che richiama quantomeno l'attenzione.
A diffondere l'informazione, con una nota trasmessa alle redazioni, è il CoVePA (Comitato Veneto Pedemontana Alternativa): “Il Piano Economico Finanziario della proposta - afferma il comunicato del Comitato - è stato asseverato da MPS Capital Services Banca per le Imprese Spa, gruppo Monte Paschi. Così recita il BUR della Regione Veneto n. 1 del 3 gennaio 2012 che pubblica la DGRV n. 2182 del 13 dicembre 2011 che accoglie la proposta di Pizzarotti e Mantovani.”

Foto: archivio Bassanonet
“Sulle questioni nodali e indispensabili per la realizzazione di infrastrutture come Valsugana e SPV (ma in Veneto vi sono oltre una decina di Project Financing in autostrade), a pagamento e con il Project Financing - dichiara il CoVePA - non vi è alcun approfondimento pubblico: non sono verificabili per i cittadini e per gli espropriati le valutazioni sui flussi di traffico, il Piano Economico Finanziario, il corpo del contratto proposto e accettato dalla Regione Veneto e le modalità di finanziamento e di valutazione dei rischi. Perché l'ingegner Vernizzi si è spinto a negare il corpo del contratto con le valutazioni finanziarie nell'assemblea al Vivaldi di Cassola, organizzata dai Pasinatos nel novembre 2012? Forse perché dietro al Project Financing di Valsugana c'è il Monte dei Paschi di Siena (bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=236763).”
“Il meccanismo finanziario - è un altro passo del lungo comunicato del Comitato - prevede un contratto a base del Project Finanza per impegnare 700 mln di € di investimento. Se questo valore subirà gli aumenti fin qui raggiunti dalla SPV, che ammontano a oltre un terzo del valore di aggiudicazione (da 1.800 a 2.500 mln di € secondo le dichiarazioni del Presidente Zaia di agosto 2012), la Nuova Valsugana in galleria potrebbe arrivare a costare oltre 1.000 mln di €. Se poi dovesse subire gli aumenti di costi del Passante di Mestre, potrebbe aumentare dell'85% come ha denunciato la Corte dei Conti nel 2011.”
“E' evidente - prosegue la nota - che tutto si ripagherà in base ai flussi di traffico, speriamo senza coperture della Regione Veneto delle eventuali insufficienze di traffico come per SPV. Queste definizioni segretate sono poste a base del piano economico finanziario. Qui entra in gioco la banca senese. “Il Piano Economico Finanziario della proposta è stato asseverato da MPS Capital Services Banca per le Imprese Spa, gruppo Monte Paschi”, così recita il BUR della Regione Veneto nel n. 1 del 3 gennaio 2012 che pubblica la DGRV n. 2182 del 13 dicembre 2011 che accoglie la proposta di Pizzarotti e Mantovani.
“Qualcosa però non torna - aggiungono i portavoce del CoVePA -. Primo, è strano che agli sconfitti di SPV si dia subito dopo un'opera “collaterale a SPV” una sorta di 4° lotto. In secondo luogo anche i flussi di auto sull'asta del Brenta sono in calo: sono stati evidenziati dalle analisi sul traffico del Progetto SIRSE per la predisposizione del PTPC della Provincia di Vicenza. In terzo luogo le banche stesse cominciano a porre dei dubbi sulla finanziabilità dei progetti infrastrutturali: il convegno di ANCE dell'8/11/2012 a Roma ha evidenziato, con le analisi della Dexia, che queste insufficienze sono reali e possibili, in Italia solo un PF (Project Financing, NdR) su quattro arriva a buon fine e rispetta le previsioni.
Inoltre il Progetto di Valsugana autostradale in galleria, presenta gravi limiti a monte e a valle del nodo bassanese. Infatti nell'area trentina del Tesino l'infrastruttura ritorna ad essere a due corsie una per senso di marcia, come pure nel progettato snodo di Loria della SPV, dove compie un significativo slalom tra le case e le arre urbanizzate con una mortale strettoia a due corsie. Si tratta di strettoie mortali per l'ambiente, per la mobilità ma soprattutto per il Piano Economico Finanziario che ha asseverato MPS.”
“A chi e a che cosa serve Valsugana? Per noi - conclude il CoVePA - si tratta innegabilmente del 4° lotto di SPV. Il suo tracciato ottimizzato serve a sostenere il PF di SPV, che non regge alla sfida dei flussi di traffico, dei rischi di mercato e dei costi dei finanziamenti bancari saliti a oltre il 9%, visti i tassi con cui è stata salvata MPS stessa. SPV potrà riscuotere i pedaggi di Valsugana per 6-7 km dai famigerati 40.000 veicoli equivalenti paganti per salvare il suo PF. Ormai i veicoli paganti su SPV si sono ridotti a meno di 20.000, forse riusciranno a drenarne atri 20.000 dalla Valsugana? Noi siamo convinti che cercare di coprire il debito di SPV di quasi 2.500 mln di €, con un altro debito per Valsugana di 1.000 mln di €, equivale a coprire l'esposizione di una banca con un derivato finanziario a lungo termine, cioè con una bomba a orologeria. Tanto vale indebitarsi per qualcosa di utile, il treno. Cosa abbia asseverato MPS per Valsugna forse è il caso di conoscerlo, come e da chi siano state asseverate le analisi finanziarie di SPV è ignoto e anche questo deve essere messo in evidenza. Va rimosso dunque chi non consente di accedere a questi documenti. Il CoVePA ha presentato su questi temi due esposti alle Procure di Bassano e di Venezia. Cosa hanno fatto finora?”.
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