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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
La scomparsa del “conte volante”
Giannino Marzotto, esponente di spicco della nota dinastia industriale, è morto all'età di 84 anni. Imprenditore e pilota, vinse due Mille Miglia con la Ferrari. Era un grande amico e ospite fisso del Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar
Pubblicato il 14-07-2012
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Era un ospite fisso alle inaugurazioni e manifestazioni del Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar di Romano d'Ezzelino, che gli ha perfino intitolato la mostra sulla “Galleria del motorismo, della mobilità e dell'ingegno veneto” - anteprima della rassegna permanente che sarà allestita nel futuro Polo Museale Santa Chiara di Bassano del Grappa - dedicandogli anche una sala dell'esposizione, che vede esposte le memorie delle sue imprese motoristiche e il celebre doppiopetto con il quale usava gareggiare.
Giannino Marzotto, figlio del conte Gaetano, esponente della seconda generazione della più nota dinastia veneta imprenditoriale del tessile, è morto oggi all'ospedale di Padova a 84 anni, dopo una lunga malattia.
Personaggio sopra le righe e fuori dal coro, il conte Giannino, rimasto fino al 1969 al vertice dell'impresa di famiglia, abbinava all'attività imprenditoriale una irrefrenabile passione sportiva. Fu uno dei piloti di spicco del motorismo internazionale nell'epoca di Manuel Fangio e di Piero Taruffi: i ruggenti anni '50 che lo videro trionfare per due volte alla Mille Miglia e in due gare di Formula 1 al volante della Ferrari.

Giannino Marzotto con il presidente del Museo dell'Automobile Nino Balestra e il sindaco di Romano Rossella Olivo all'inaugurazione della mostra sulla “Galleria del motorismo, mobilità e ingegno veneto”, a lui dedicata (Archivio Bassanonet)
Il governatore della Regione Veneto Luca Zaia ha trasmesso oggi alla famiglia le sue condoglianze personali e a nome della Regione, definendo Giannino Marzotto “un imprenditore e un uomo di cultura che molto ha dato alla nostra terra”.
“Una dinastia imprenditoriale, quella dei Marzotto - ha concluso Zaia - che ha significato molto per la nostra regione, in termini produttivi e occupazionali, collocandosi ai vertici del manifatturiero italiano, occupando un posto da protagonista nell’economia del nostro Paese”.
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