Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Attualità

Commercio e Residenza in centro storico: i due mondi si incontrano

Vivace dibattito alla tavola rotonda promossa sul tema dal PD di Bassano. Ricette diverse per un unico scopo: rendere sempre più vivibile e appetibile il quartiere più importante della città. E si fa strada l'idea del centro commerciale naturale

Pubblicato il 17-03-2012
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Così vicini, così lontani. Da una parte i residenti, dall'altra i commercianti - o, per meglio dire, l'associazione Confcommercio che li rappresenta.
Eppure le due componenti più importanti del centro storico di Bassano del Grappa vogliono entrambe la stessa cosa: un centro cittadino che sia vivibile, accogliente e frequentato.
L'obiettivo è comune, ma totalmente differenti sono i punti di vista sul come raggiungerlo. Un confronto a distanza che - sul problema specifico della ZTL, attualmente la madre di tutte le questioni - si è arroccato negli ultimi mesi su posizioni contrapposte, in mezzo alle quali si innestano le politiche e gli interventi dell'Amministrazione comunale. Ma il dialogo e la mediazione - se lo si vuole - sono sempre possibili.

I relatori dell'incontro-dibattito in Sala Bellavitis promosso dal Partito Democratico (foto Alessandro Tich)

Siamo in Sala Bellavitis, dove il PD di Bassano del Grappa è riuscito nell'impresa: chiamare allo stesso tavolo le diverse controparti per partecipare a un incontro pubblico sul tema “Commercio e Residenza in centro storico a Bassano”.
I lavori sono coordinati dal consigliere regionale del Partito Democratico Stefano Fracasso e introdotti dal referente del Gruppo Economia e Lavoro del PD bassanese Aurelio Tasca, che fornisce i numeri che riguardano il quartiere - circa 5000 abitanti, 500 attività commerciali e 1500 professionisti, oltre ad altri settori come artigianato e servizi - e richiama la necessità di “una profonda riorganizzazione delle attività insediate” e di “strutturare le attività commerciali del centro storico in un centro commerciale naturale”.
Seguono gli interventi dei relatori e come nelle care e vecchie assemblee di una volta il pubblico è “caldo”. Qualcuno interrompe, altri chiedono la parola prima ancora del dibattito, le ultime file rumoreggiano. Segno che l'argomento è vivo: un autentico nervo scoperto della convivenza urbana.

“Regole uniformi per la ZTL”

Apre le danze l'assessore comunale alla mobilità Andrea Zonta - reduce in mattinata dalla presentazione del Piano della Mobilità Sostenibile, adottato dalla giunta - che definisce il centro storico “la prima e più importante isola ambientale” e parla subito di ZTL e di regole da uniformare.
“Gli abitanti del centro storico - afferma Zonta - mi hanno segnalato che le ordinanze relative alle strade già oggi a traffico limitato hanno regole e orari diversi l'una dall'altra. Ci sarà quindi un nuovo regolamento della ZTL che uniformerà le regole, tenendo conto delle differenti esigenze di carico e scarico dei residenti e dei commercianti, e che sarà in vigore quando le telecamere entreranno in funzione nei sei varchi di ingresso.”
“Le telecamere - puntualizza l'assessore - tra qualche mese cominceranno a funzionare. In quel momento scatterà la seconda fase della ZTL, che riguarda via Vittorelli, a cui seguirà la terza fase con la rimodellazione degli orari dei varchi di ingresso in città. Sarà una svolta, e come tutti i cambiamenti non sarà semplice: non è facile cambiare la vita all'interno del centro storico. Le telecamere saranno gestite a tempo e gli orari verranno modulati a seconda delle esigenze del commercio e delle diverse vie. Circa il carico e scarico, guardiamo anche alla soluzione di mezzi elettrici che possano consegnare le merci arrivando dall'esterno della città.”
“Una volta a Bassano sembrava che i problemi fossero i parcheggi - conclude Zonta -. Ora negli ultimi 8-10 mesi, vuoi per la crisi o per la benzina, la presenza delle auto è molto diminuita.”
“A causa della crisi i 500 esercizi commerciali del centro, dal 2008-2009 hanno lasciato a casa una persona ciascuno - sottolinea il presidente mandamentale di Confcommercio Luca Maria Chenet -. Se un'azienda sparisse con 500 dipendenti, cosa succederebbe? Soffriamo già le difficoltà della crisi, la chiusura del centro porterà a una crisi ulteriore. E' come curare un malato con un colpo di pistola.”
“Davanti a San Giovanni, dalle 18 alle 19, passano 196 auto - rileva ancora Chenet -. Di queste, dobbiamo contare le auto dei residenti e dei disabili, i taxi e i mezzi comunali che comunque passerebbero nella ZTL. Ha senso fare tutto quello che stanno facendo per togliere in quell'ora dal centro storico forse 40 auto?”.
Il presidente di categoria chiede un bilanciamento: “Se la gente non può venire in auto, va nei centri commerciali. Dobbiamo equilibrare i giochi assieme. Facciamo dei passi, ma piccoli. Serve un monitoraggio ai varchi per sapere quante auto, bici e furgoni passano e a che ore per avere il polso della situazione e non prendere decisioni sbagliate.”

Una regia unica per le attività del centro

“La convivenza tra commercio e residenza riguarda tutti i soggetti, non ci deve essere contrapposizione - incalza il presidente comunale dei commercianti di Bassano Nico Cattarin - e come associazione seguiamo la situazione da più di vent'anni. Stiamo elaborando un nostro piano, col Servizio Urbanistica della Confcommercio di Roma, che mette a confronto i centri storici di tutte le città. Sul fatto di “pedonalizzare”, vogliamo che sia una risorsa anche per noi. Ma il Piano della Mobilità andava presentato prima, e dopo si doveva intervenire sul centro storico. Invece è stato fatto esattamente il contrario.”
“Il calo sostanzioso dell'affluenza nei negozi - osserva Cattarin - non è un problema di Bassano, ma socioeconomico. Intervenire in questo momento, vuol dire farlo con delicatezza.”
Bruna Benesso, presidente del Comitato di Quartiere Centro Storico, prende spunto da un questionario sottoposto ai residenti e spiega che cosa manca nel quartiere.
“Mancano strutture per i giovani - riferisce la rappresentante dei residenti -. Abbiamo una bellissima biblioteca, ma non una sala polifunzionale per musica e altre attività. E poi un mercato coperto stabile. Tutte le grandi città hanno dei piccoli supermercati dove la gente va fare la spesa a piedi, soprattutto gli anziani.”
Ma soprattutto, per la presidente del quartiere, “ci dovrebbe essere una struttura che organizzi e coordini tutte le attività del centro storico.” “Avevamo già proposto un assessorato al Centro Storico - rivela Bruna Benesso -. Ma le proposte del consiglio di quartiere non vengono molto tenute in considerazione perché sembriamo dei sognatori. E invece no, noi viviamo qui.”
Un aspetto che trova l'apertura del presidente di Confcommercio Chenet: “La richiesta della presidente del Comitato Centro Storico corrisponde al concetto di centro commerciale naturale, una forma di organizzazione che prevede la figura di un direttore o manager che coordini le attività del centro storico.”

“Una città di grande e trascurata vocazione turistica”

Una voce fuori da coro è quella di Chiara Raccanello, artigiana, titolare di un laboratorio di ceramica in via Campo Marzio, convinta del “significato sicuramente positivo” della ZTL.
“Temo di essere uno degli ultimi artigiani rimasti nel centro storico - è la sua testimonianza -. Anche se rappresento un settore in crisi, riesco a portare avanti l'attività perché per fortuna mi trovo nel centro storico di una città di grande e trascurata vocazione turistica. Lavoro con chi viene da fuori il sabato e la domenica e fa la passeggiata. Lavoro con i turisti che arrivano in Campo Marzio perché si perdono, perché non abbiamo ancora una segnaletica adeguata. La pedonalizzazione porta a un altro modo di frequentare il centro.”
Fabiola Carletto, segretaria CGIL, è tra i primi a intervenire nel dibattito dalle file del pubblico. Sarà seguita da altri interventi, per la maggior parte puntuali e interessanti.
“Siamo fermi ai consumi del 1981 e non è un'auto in più che porta a comperare - sostiene la sindacalista -. Venzo non ha chiuso per la ZTL. La soluzione per salvare i posti di lavoro è la qualità del prodotto. Se io qualifico ciò che vendo, il centro storico diventa appetibile per la tipologia dei suoi prodotti. E i negozi dovranno capire l'esigenza di consorziarsi, come in altri comparti.”

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