Alessandro TichAlessandro Tich
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Attualità

La Chiesa bassanese: “Sì al voto agli stranieri nei quartieri”

I Consigli pastorali di tutte le parrocchie di Bassano sottoscrivono un testo a favore del diritto di voto nei quartieri degli stranieri regolari. “Solo in una comunità nella quale tutti sono responsabili, sono possibili solidarietà e sicurezza"

Pubblicato il 10-02-2012
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La Chiesa bassanese è favorevole alla partecipazione al voto nei quartieri della città da parte dei cittadini stranieri regolari.
E' la posizione espressa in un testo sottoscritto dai Consigli pastorali di tutte le parrocchie di Bassano del Grappa, su proposta della Segreteria vicariale Caritas cittadina.
Il documento, già inviato al sindaco Cimatti e ai presidenti dei Consigli di Quartiere, è stato inoltrato oggi agli organi di informazione dall'arciprete abate di Bassano mons. Renato Tomasi, il quale ha precisato che il testo “vuole essere un contributo alla riflessione generale, nel pieno rispetto delle diverse idee e responsabilità”.

Un costume indiano e un costume croato alla "Festa delle Culture" di Bassano 2011 (foto Alessandro Tich)

Qui sotto riportiamo integralmente la comunicazione sottoscritta dalle parrocchie:

Consigli pastorali parrocchiali del Comune di Bassano, 6 febbraio 2012

PER IL DIRITTO DI VOTO DEI CITTADINI STRANIERI NEI QUARTIERI

Già Israele aveva conosciuto un Dio che diceva di proteggere gli stranieri (salmo 146,9), e aveva dato al suo popolo un comando preciso: “Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio” (Levitico 19,33-34).
Gesù poi aveva probabilmente sconcertato i benpensanti, quando aveva preso la figura di uno straniero (un samaritano: Luca 10,29-37) per mostrare la solidarietà di chi si fa prossimo a chi è nel bisogno, e aveva riconosciuto con gioia la fede degli stranieri (Matteo 15,21-28; Luca 17,11-19…). E quando aveva voluto dare il criterio in base al quale sarà giudicata la vita dei discepoli, aveva indicato la cura verso i poveri nei quali egli si identificava, e fra i quali ci sono gli stranieri (Matteo 25,35: “ero straniero e mi avete ospitato”).
Quindi l’accoglienza e la cura degli stranieri appartengono alla fede nel Dio dell’alleanza, e caratterizzano l’identità di chi vuole essere discepolo del Crocifisso Risorto.

Se però l’accoglienza dello straniero è un preciso impegno di coerenza per i cristiani, essa si pone oggi anche come risposta necessaria e doverosa alle trasformazioni del nostro tempo, per aprire la via a un mondo più giusto, più fraterno e più sicuro per tutti. Infatti le grandi migrazioni dei popoli hanno reso ormai irreversibile la condizione multietnica, multiculturale e multireligiosa delle società umane, anche a livello locale.
Per questo è impegno comune costruire una convivenza civile nella quale le identità non rimangano chiuse sulla difensiva, e le differenze non siano motivo di separazione, ma diventino una ricchezza condivisa fra tutti, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno, e in una legalità che si accompagna all’accoglienza. Una condizione importante per puntare a questo obbiettivo, è la partecipazione di tutti i cittadini alla costruzione della vita sociale, e quindi anche dei cittadini stranieri legalmente presenti e inseriti in essa.
Infatti la partecipazione non è una concessione data per generosità, ma un diritto di tutti coloro che condividono gli stessi doveri della cittadinanza, e chiede la messa in atto di processi autentici di integrazione reciproca, verso un sempre più condiviso inserimento nella convivenza sociale. Non si diventa cittadini alla fine di un percorso di integrazione su modelli e standard precostituiti, ma ci si integra nella comunità attraverso l’esperienza progressiva della partecipazione civile, vissuta secondo modalità graduali e possibili, ma capace di sviluppare il senso di appartenenza e di condivisione.
Solo in una comunità nella quale tutti sono e si sentono partecipi e responsabili, saranno possibili una solidarietà e una sicurezza autentiche ed effettive. Non ci sarà invece ordine e sicurezza dove alcuni cittadini sono esclusi dai percorsi democratici della convivenza.

Per tutte queste ragioni, i Consigli pastorali delle parrocchie della città di Bassano manifestano il proprio sostegno alle iniziative pubbliche, in fase di discussione nelle sedi istituzionali, che mirano a riconoscere agli stranieri regolari il diritto di voto in ciò che riguarda l’organizzazione e la vita dei quartieri, e cioè dove si esprime una partecipazione comunitaria che dà voce alle attese e alle proposte della società civile.

I Consigli pastorali parrocchiali di Marchesane, S. Eusebio, S. Leopoldo,
S. Marco, S. Maria in Colle, S. Vito,
Unità pastorale S. Croce, S. Lazzaro
Unità pastorale SS.ma Trinità, S. Michele, Valrovina

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