Alessandro TichAlessandro Tich
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Politica

PDL bassanese, se ci sei batti un colpo

Nel caos mediatico sui presunti tesseramenti fasulli al partito in provincia di Vicenza, colpisce il silenzio del PDL cittadino. E intanto Berlato scrive ad Alfano: “Confusione creata da un gruppetto che non vuole siano celebrati i congressi”

Pubblicato il 07-01-2012
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Il consigliere comunale di “Un'Altra Bassano” Riccardo Poletto, intervenendo sul forum di Bassanonet lo scorso 29 dicembre, aveva posto la questione “Silenzio assordante sul PDL” chiedendosi come mai “in provincia, a poco tempo dal congresso, sta scoppiando di tutto, ma qui a Bassano c'è un silenzio assordante sui movimenti in atto all'interno del PDL”.
Riprendiamo la questione, e opportunamente la rilanciamo. Perché più passano i giorni, e più si allarga il contorno dell'incredibile vicenda delle presunte irregolarità nell'ultima campagna di tesseramenti del Popolo della Libertà.
Eppure concordiamo con Poletto nel rilevare come proprio a Bassano del Grappa - dove l'humus di centrodestra è molto fertile e dove lo scorso 28 novembre i vertici locali del partito, con Elena Donazzan in testa, avevano annunciato l'intenzione di “tornare a governare la città” - la clamorosa vicenda stia passando totalmente in sordina.

Il mondo dei cacciatori, suo magrado, coinvolto nella vicenda delle presunte false tessere di iscrizione al PDL. Intanto, dentro il partito, partono i colpi incrociati del "fuoco amico"

Nessuna dichiarazione, nessuna presa di posizione, nessun “distinguo”. Si può giustificare un certo imbarazzo ad affrontare la questione, fintantoché la Procura di Vicenza, che sta indagando sul fatto, non farà chiarezza sulle “tessere facili” che avrebbero rimpinguato oltre misura le file dei nuovi iscritti al partito di Berlusconi.
Lo stesso PDL bassanese, in occasione dell'incontro stampa di presentazione del nuovo referente locale Fabio Mocellin, aveva sottolineato gli ottimi dati della recente campagna tesseramenti, in vista della stagione dei congressi voluta dal segretario Angelino Alfano: 1 milione e 200mila nuovi iscritti a livello nazionale, di cui 16mila in provincia di Vicenza e 393 nella sola Bassano del Grappa.
Ora - secondo i numeri riportati dal “Giornale di Vicenza” - di quelle 16mila tessere raccolte in tutto il Vicentino nel 2010 circa la metà risulterebbero “sospese”, ovvero incomplete o irregolari. E dei nuovi iscritti sospesi, perché inseriti nelle liste in modo non regolare o a loro insaputa, 182 sono di Bassano.
Fanno specie, in particolare, i nomi più o meno “eccellenti” che dichiarano di essere stati iscritti al partito senza averlo mai saputo: dal parlamentare ex Pd e poi “Responsabile” Massimo Calearo al suo collega di FLI Giorgio Conte e dal capogruppo consiliare leghista di Thiene Antonio Zanella al sindaco “civico” di Zanè Alberto Busin. Ma tra i 16mila nomi spediti a Roma dal PDL vicentino, figurerebbe persino l'ex assessore bassanese Ampelio Pizzato, deceduto l'anno scorso.
L'elemento in comune tra buona parte dei presunti titolari di tessere fasulle sarebbe la passione per la caccia, con tanto di iscrizione all'Acv: l'Associazione Cacciatori Veneti che si è subito dichiarata estranea alla vicenda.
Da qui la bufera mediatica che ha puntato i riflettori sull'on. Sergio Berlato, eurodeputato del PDL e annunciato candidato al congresso provinciale del partito, le cui fortune politiche sono nate nelle file dell'ex CPA (Caccia Pesca Ambiente) e che è da sempre considerato il leader vicentino del cosiddetto “partito delle doppiette”, garanzia di un ampio e consolidato bacino elettorale.
Accusato dall'ex ministro Giancarlo Galan (fedele alla “corrente” di Lia Sartori) di essere all'origine dei tesseramenti fasulli, Berlato - che ricopre anche il ruolo di vicecoordinatore vicario provinciale del partito - ha sempre respinto le insinuazioni sul suo conto, sostenendo di essere l'obiettivo “di un disegno contro di lui fatto da chi ha guidato il PDL e teme di perdere il potere”.
Lo stesso Berlato. in una lettera inviata al segretario nazionale Alfano, sostiene che tutta la vicenda è frutto di un “caos mediatico nato dalla volontà di creare quanta più confusione possibile da un ben individuabile gruppetto che non vuole siano celebrati i congressi”.
“Tutto nasce - scrive Berlato - dall'invio degli elenchi provvisori di proposte di iscrizione al partito che il settore nazionale tesseramento ha fatto recapitare, in via riservata, ai coordinatori provinciali con raccomandazione di non divulgarne i contenuti, proprio per la provvisorietà della loro natura”.
“Ho fondati motivi per affermare - spiega ancora Berlato al segretario nazionale - che coloro che non vogliono sia celebrato il congresso, abbiano volutamente incaricato qualcuno di compilare alcuni moduli di richiesta di tesseramento a nome di persone appartenenti ad altri partiti per garantire maggior visibilità all'offensiva mediatica”.
Parole che aggiungono benzina sul fuoco, mentre - da lunedì prossimo - la Procura di Vicenza inizierà ad ascoltare i primi presunti “falsi iscritti”, presi a campione dall'elenco contestato in un esposto anonimo alla magistratura.
Nel frattempo, il coordinatore nazionale del PDL Ignazio La Russa lancia la proposta di “andare a congresso a Vicenza rapidamente”, per permettere “a chi è iscritto, con la ratifica degli organi di partito, di votare”.
E' per questo che, in un simile “mare magnum” di attacchi incrociati e di confusione, il silenzio del PDL di Bassano, come rileva Riccardo Poletto, risulta “assordante”.
Un partito che ha una base elettorale ancora importante nel territorio e che asseritamente si ricandida a guidare la città deve avere la forza e il coraggio di spiegare ai cittadini-elettori dove sta andando, come si pone rispetto a questa caotica situazione e da che parte sta.

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