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Radici Future 2030, la piattaforma di contenuti e di formazione sui temi dell’economia circolare organizzata dalla Confindustria di Bassano, entra nel vivo e sbarca con i suoi Summer Camp direttamente in azienda. Da oggi fino al prossimo 8 luglio, gli studenti andranno fisicamente – e in alcuni casi virtualmente - nei siti produttivi delle aziende promotrici del progetto per capire come la rivoluzione “green” stia cambiando le esigenze dell’economia veneta. Aprirà le porte del suo stabilimento anche la Baxi, vero e proprio “tempio” laico dell’industria bassanese, che dal 1925, sotto nomi e insegne diverse (in primis Smalteria Metallurgica Veneta), porta le caldaie vicentine in giro per il mondo. Parlerà ai ragazzi di economia circolare e di come sia necessario coniugare la sfida ambientale con quella dell’innovazione e del digitale l’ingegner Alberto Favero, amministratore delegato della Baxi Spa.
«La nostra azienda compete da sempre sull’uso dell’energia ma oggi siamo di fronte ad un punto di svolta perché i nostri prodotti devono interfacciarsi anche con molteplici nuove tecnologie, pensiamo solo ai cambiamenti che si preannunciano epocali nel segmento della domotica. In Baxi stiamo ridisegnando un nuovo paradigma di crescita proprio all’insegna dei principi della sostenibilità e dell’uso sempre maggiore dell’energia rinnovabile. Per questo il titolo che abbiamo scelto per le lezioni sul campo sarà “Energia che circola”».

L'ingegner Alberto Favero, Amministratore Delegato di Baxi Spa
Sono 11 le aziende bassanesi che animeranno i diversi Summer Camp: alcune come detto accoglieranno virtualmente gli studenti attraverso webinar organizzati dall’esperto Nicola Cerantola, fondatore di Ecologing, altre invece riceveranno in presenza gli alunni in piccoli gruppi di studio. «Dieci anni fa siamo stati precursori di un prodotto “ibrido”, una caldaia a condensazione a cui abbiamo applicato le innovazioni dell’elettronica. Adesso viviamo in una nuova fase dell’economia in cui sarà fondamentale stare al passo dell’evoluzione proprio nel campo della sostenibilità. Spetta anche a noi dunque far capire agli studenti l’importanza di questo passaggio storico: l’economia circolare obbligherà a ripensare i processi industriali ed a programmare l’uso dell’energia in modo assolutamente inedito. Dobbiamo riuscire a spiegare che si devono guardare con occhi nuovi anche le cose che sembrano più vecchie». I ragazzi che visiteranno in questi giorni lo stabilimento bassanese della Baxi e delle altre aziende del circuito Radici Future sono gli stessi che tra qualche anno, se sceglieranno di proseguire con gli studi universitari, o addirittura tra qualche mese si “tufferanno” nel mondo e nel mercato del lavoro.
«Il nostro mercato è effervescente, oltre alla buona congiuntura post ripartenza – prosegue l’ingegner Favero - ci sono gli effetti positivi dei diversi incentivi.
Abbiamo commesse e ordinativi importanti, i problemi arrivano più che altro dal reperimento delle materie prime, soprattutto quelle legate all’elettronica.
Cerchiamo profili di alto e medio livello e non sempre riusciamo a soddisfare il nostro fabbisogno. Negli ultimi dieci anni il mondo virtuale ha “esasperato” molte caratteristiche richieste dalle aziende: per questo i ragazzi che hanno capacità di lavorare in squadra, che sanno unire diverse specializzazioni e hanno doti di reattività ai cambiamenti, hanno la strada spianata davanti a loro».
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