RedazioneRedazione
Bassanonet.it

Primo piano

Cinema

Venerare il Dio del massacro

Polanski mette in scena in Carnage falsità e paradossi di oggi

Pubblicato il 24-09-2011
Visto 2.784 volte

Prendi due coppie benestanti di New York, falle incontrare/scontrare a causa di un litigio dei figli e chiudile in un appartamento e l’iniziale perbenismo/falsità verrà pian piano ad incrinarsi lasciando spazio a liti furiose, nervosismi e ira.
In Carnage, commedia dall’umorismo nero, assistiamo ad un equilibrio iniziale che s’incrina e si ricompone, passando di livello in livello alla formazione di nuove alleanze rispetto a quelle iniziali. Le due coppie protagoniste sono formate da una cast stellare: Kate Winslet-Cristoph Waltz la prima, Jodie Foster-John C. Reilly l’altra. Entrambe esasperazione dei tratti ricchi ma soli e borghesi intellettuali, sviscerano davanti ai nostri occhi la loro incoerenza e falsità. Tra chi si batte per i diritti umanitari ma poi soffre per la rovina di un libro d’arte più che per il malessere fisico dell’ospite, a chi finge sottomissione ma è in realtà ben più testardo della moglie. E se la Winslet è perfetta nel ruolo dell’algida e indispettita moglie trascurata, Waltz è colui che più diverte, geniale nella sua freddezza (che ricorda la performance in Bastardi senza gloria) e nel suo totale menefreghismo ai fatti, sembra forse l’unico personaggio a non dover nascondersi dietro ad una maschera.
L’ambiente unico delle riprese (nonostante l’uscita al parco nell’inizio e nel finale) è già di per sé claustrofobico, ma la sensazione è maggiormente incrementata da primi piani invadenti, da inquadrature strette in cui gli attori sono sempre presenti e pressanti, da toni che vanno man mano ad alzarsi.

Un quadro di perfetta ipocrisia ci viene quindi smascherato, con sentenze e verità urlate e vomitate (nel vero senso della parola) senza più remore.

Questo è Carnage, film indivisibile dalle vicende private che interessano il suo regista. Pensato e progettato infatti durante gli arresti domiciliari, Polanski è riuscito a trasporre cinematograficamente l’opera teatrale di Yasmina Reza Il Dio del massacro, in un perfetto esempio di come le mura domestiche si possano rivelare una prigione fatta di parole e false gentilezze.

    Più visti

    1

    Politica

    28-03-2025

    Torna a casa, Lassie

    Visto 11.802 volte

    2

    Politica

    30-03-2025

    Verbale di contestazione

    Visto 10.462 volte

    3

    Attualità

    29-03-2025

    L’Intervistozza

    Visto 9.899 volte

    4

    Attualità

    31-03-2025

    Cassata alla Bassanese

    Visto 9.643 volte

    5

    Politica

    29-03-2025

    Coltelli d’Italia

    Visto 9.634 volte

    6

    Politica

    29-03-2025

    Pronto Soccorso Soccorsetto

    Visto 9.630 volte

    7

    Politica

    28-03-2025

    Donald Finco

    Visto 9.530 volte

    8

    Politica

    29-03-2025

    Ponzio Monegato

    Visto 9.468 volte

    9

    Attualità

    30-03-2025

    Pensieri e Parole

    Visto 9.408 volte

    10

    Politica

    28-03-2025

    È Giunta la frattura

    Visto 9.316 volte

    1

    Politica

    06-03-2025

    Fucile a canne Mozze

    Visto 17.302 volte

    2

    Attualità

    11-03-2025

    Crozza e Delizia

    Visto 14.200 volte

    3

    Attualità

    24-03-2025

    Full Metal Grappa

    Visto 11.834 volte

    4

    Politica

    28-03-2025

    Torna a casa, Lassie

    Visto 11.802 volte

    5

    Attualità

    19-03-2025

    La tagliatella della giustizia

    Visto 11.648 volte

    6

    Il "Tich" nervoso

    09-03-2025

    Turisti per causa

    Visto 11.647 volte

    7

    Politica

    10-03-2025

    Otto Marcio

    Visto 11.275 volte

    8

    Attualità

    20-03-2025

    Varda che Lavoro

    Visto 10.527 volte

    9

    Attualità

    05-03-2025

    Poltrone e Sofà

    Visto 10.492 volte

    10

    Politica

    30-03-2025

    Verbale di contestazione

    Visto 10.462 volte