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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Libri e scrittori poco graditi?
Sulle prime pagine in tutte le testate nazionali e nei siti culturali ardono le discussioni sulla proposta veneta di boicottare autori e libri dei firmatari di una petizione del 2004 sul caso di Cesare Battisti
Pubblicato il 22-01-2011
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Partita da Venezia si invola nel Bassanese - grazie all’intervento dell’Assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan che getta benzina sul “rogo” - per atterrare a Roma, amplificarsi in tutta Italia e varcare i confini nazionali la discussa proposta di boicottare i libri degli scrittori firmatari di una petizione lanciata online nel 2004 per la richiesta di liberazione di Cesare Battisti (epoca in cui si trovava in Francia). Chiara e ferma la risposta del Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche Mario Guerrini, posizione esposta nella lettera diretta a Luca Zaia e alla Presidente della Provincia di Venezia Francesca Zacariotto condivisibile in tutti i suoi passi e riportata qui sotto. Meno dirette forse, ma corali, le repliche dei Presidi veneti che in sostanza rispondono un “no, grazie”, del resto siamo in vista di cambiamenti ancora ignoti nel futuribile del federalismo scolastico. Elena Donazzan, invitata a farlo, ha argomentato la questione dicendo che ha dato pubblicamente il suo "indirizzo politico", elargendo un invito agli istituti, nella sostanza anti-costituzionale, che avrà un seguito. Urgono perciò un paio di domande: quali scuole hanno bisogno di un indirizzo “politico”? E se non si sentirà puzza di bruciato, non sarà che il pericolo sia l’invito a una sparizione silenziosa, al puzzo di muffa, dei libri che trattano tutt’altro scritti da questi autori?
La lettera del Presidente dell’AIB:

da Fahrenheit 451
“Egregio Presidente,
sono venuto a conoscenza dalla stampa dell'intento, da parte di un suo Assessore, di intraprendere iniziative volte a eliminare dagli scaffali delle biblioteche civiche e scolastiche del territorio tutti i libri i cui autori firmarono nel 2004 una petizione a favore di Cesare Battisti.
Desidero pertanto sottoporre alla Sua attenzione la posizione dell'Associazione Italiana Biblioteche. L'Associazione esprime la propria solidarietà e vicinanza ai parenti delle vittime. In uno stato di diritto sorretto da istituzioni democratiche e da una società libera e aperta, chiunque sia condannato a quattro ergastoli con sentenze passate in giudicato deve scontare la propria pena. In democrazia, tuttavia, non sono ammissibili liste di proscrizione, censure, divieti espliciti o impliciti di accesso ai documenti della biblioteca. Immaginare provvedimenti di questo tipo, oltre che violare la nostra carta costituzionale, produrre un imbarbarimento del nostro vivere civile e costituire un precedente gravissimo, rischia di danneggiare gli stessi sacrosanti tentativi di far estradare nel nostro paese Battisti.
Questo tipo di iniziative è in netto contrasto con le finalità della biblioteca pubblica, che è strumento essenziale per la democrazia solo se viene garantita la pluralità delle opinioni e l'accesso senza filtri o pregiudiziali ideologiche "a ogni genere di conoscenza e informazione", come recita il Manifesto UNESCO per la biblioteca pubblica.
Intraprendere azioni simili implica anche una sorta di dichiarazione di sfiducia nei confronti della società civile e dell'intelligenza dei cittadini, che evidentemente non sono ritenuti in grado di formarsi un giudizio critico sulla questione senza un intervento censorio da parte delle istituzioni.
Le biblioteche sono l'emblema stesso della libertà e della democrazia, sono un patrimonio di tutti. La censura è la negazione delle ragioni per cui le biblioteche vengono finanziate dalla collettività.
A nome dell'Associazione Italiana Biblioteche mi appello a Lei e alla alta carica istituzionale che ricopre affinché impedisca ogni intervento che miri a limitare direttamente o indirettamente l'accesso alle collezioni e ai documenti delle biblioteche.
Nell'anno che celebra il centocinquantesimo dell'unità d'Italia l'Associazione Italiana Biblioteche si augura che vengano evitati provvedimenti illiberali e che prevalga piuttosto il rispetto per il nostro vivere civile e democratico.
Confidando sulla sensibilità per le questioni di libertà e democrazia che La contraddistingue e su una risposta positiva a questo appello,
Le porgo distinti saluti.
Roma, 19 gennaio 2011”
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