Laura VicenziLaura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Primo piano

Incontri

La strategia di Antigone

Lo spettacolo di Bucci e Sgrosso dedicato alla tragedia di Sofocle è andato in scena al Teatro Remondini accompagnato da una gradita preview che ne ha proposto una lettura corale

Pubblicato il 23-01-2013
Visto 3.317 volte

Tutto esaurito ieri sera al Teatro Remondini, dove per la rassegna La Bella Stagione è andato in scena Antigone, ovvero una strategia del rito.
Elena Bucci e Marco Sgrosso hanno proposto e interpretato un lavoro di rilettura del testo classico in chiave contemporanea che pone in rilievo il ruolo del coro greco, che azzarda il recupero della sua musicalità originaria, antica. Il testo presentato è una riduzione fedele della tragedia di Sofocle, senza contaminazioni di riscritture autoriali come quelle – pur bellissime – di Anouilh, o di Brecht. Nella rappresentazione di Bucci e Sgrosso i protagonisti, la figlia di Edipo e il re di Tebe, Creonte, e poi Ismene (la sorella di Antigone), Emone (il suo innamorato), l’indovino Tiresia, accordano i racconti delle loro vicende in un flusso continuo di parole orchestrato da un corifeo e da una giostra di luci – composta da fari pittorici analoghi a lampi divini – dove le voci degli attori, dei portatori di maschera, si sovrappongono, anticipano, annunciano, proclamano, divagano, lambiscono lo spettatore con inviti all’ascolto e alla partecipazione.
L’Antigone è un testo che colpisce per la sua straordinaria attualità (parla soprattutto del rapporto col potere, del ruolo dell’individuo nella società, scava tra le fonti di un pensiero etico e politico) e per la capacità poetica della lingua di attraversare i secoli senza perdere potenza e comunicatività.

l'aperitivo "teatrale" al Color Cafè (nella foto Mattia Pontarollo, Marco Sgrosso e Elena Bucci)

“La mia colpa è santa”, dice Antigone a Ismene, e non tanto per convincerla a condividere la responsabilità di seppellire il fratello Polinice, dichiarato da Creonte nemico della città e condannato a rimanere senza sepoltura, quanto piuttosto perché solo il dirlo le dà l’investitura necessaria all’azione: nel momento in cui lo dice ha scelto, decide di difendere le ragioni della pietà contro quelle della polis perché per lei sono più forti, più potenti. Così facendo Antigone compie un atto arrogante di fronte alle leggi e si riappropria del ruolo che era affidato alle donne nei riti della sepoltura. La tragedia vera in questa storia, al di là della morte dei personaggi, consiste nella rappresentazione dell’atto di rimanere fermi ciascuno nella propria posizione senza volontà di ascolto, un atteggiamento che porta a uno scontro infecondo perché nega quello spazio di mediazione “politica” deve nasce il nuovo e dove tutto può succedere, è un dramma sull’incomunicabilità. La “strategia del rito” che sta nel sottotitolo della messa in scena è appunto affidata alla lingua e alle sue liturgie incarnate dal racconto collettivo, corale, che ridà voce e fiato alle storie dei singoli, degli individui, un compito di traino anche fisico che è stato a lungo nel tempo affidato agli attori e al teatro. I personaggi del coro (sul palco anche Daniela Alfonso, Maurizio Cardillo, Nicoletta Fabbri, Filippo Fagotto e Gabriele Paoloc) spostano le loro sedie, le appaiano e le accatastano, narrano delle microstorie – fa la sua comparsa anche un miagolio, poi il dialetto siciliano – accompagnano la processione del racconto di Antigone con un corteo musicale e coreografico in cui note metal e ambientazioni moderne traghettano il racconto nell’attualità.
Lunghi applausi a teatro, il pubblico bassanese ha dimostrato di aver gradito la strategia di narrazione proposta dai due autori.
Lo spettacolo è stato preceduto da un aperitivo al Color Cafè, dove Mattia Pontarollo, di Color Teatri, ha dialogato con Elena Bucci e Marco Sgrosso per mettere in luce in anteprima le intenzioni e le modalità di costruzione del loro lavoro. La conversazione ha posto l’accento sulla contemporaneità di questa tragedia classica e sul ruolo importante del teatro come “luogo di transito della memoria collettiva”. L’iniziativa della preview agli spettacoli verrà proposta anche per i prossimi appuntamenti in cartellone.

Più visti

1

Politica

28-03-2025

Torna a casa, Lassie

Visto 11.797 volte

2

Politica

30-03-2025

Verbale di contestazione

Visto 10.457 volte

3

Attualità

29-03-2025

L’Intervistozza

Visto 9.893 volte

4

Attualità

27-03-2025

Le cicogne della RAASM

Visto 9.740 volte

5

Attualità

27-03-2025

Le Nove leve

Visto 9.724 volte

6

Politica

29-03-2025

Coltelli d’Italia

Visto 9.626 volte

7

Politica

29-03-2025

Pronto Soccorso Soccorsetto

Visto 9.622 volte

8

Attualità

31-03-2025

Cassata alla Bassanese

Visto 9.590 volte

9

Politica

28-03-2025

Donald Finco

Visto 9.524 volte

10

Politica

29-03-2025

Ponzio Monegato

Visto 9.459 volte

1

Politica

06-03-2025

Fucile a canne Mozze

Visto 17.296 volte

2

Attualità

11-03-2025

Crozza e Delizia

Visto 14.184 volte

3

Attualità

24-03-2025

Full Metal Grappa

Visto 11.818 volte

4

Attualità

04-03-2025

Bramezzasweek

Visto 11.801 volte

5

Politica

28-03-2025

Torna a casa, Lassie

Visto 11.797 volte

6

Attualità

19-03-2025

La tagliatella della giustizia

Visto 11.643 volte

7

Il "Tich" nervoso

09-03-2025

Turisti per causa

Visto 11.642 volte

8

Politica

10-03-2025

Otto Marcio

Visto 11.270 volte

9

Attualità

20-03-2025

Varda che Lavoro

Visto 10.515 volte

10

Attualità

05-03-2025

Poltrone e Sofà

Visto 10.482 volte