Laura VicenziLaura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Primo piano

Incontri

Omofobia

Al Caffè dei Libri il Circolo Tondelli ha proposto la presentazione del libro di Margherita Graglia dedicato ai temi dell’omofobia e della discriminazione dei comportamenti sessuali

Pubblicato il 19-05-2012
Visto 2.767 volte

È stato presentato ieri, a Vicolo Gamba, il libro di Margherita Graglia intitolato Omofobia. Strumenti di analisi e di intervento. L’incontro rientrava nell’ambito delle iniziative per la Giornata internazionale contro l’omofobia proposte dal Circolo Tondelli Lgbt di Bassano, attività patrocinate dall’Assessorato alle Pari Opportunità cittadino e approvate dal Ministero competente come iniziative di rilievo nell'ambito della prevenzione e del contrasto delle discriminazioni.
Al dibattito, presentato da Giuseppe Sartori del Circolo Tondelli, oltre all’autrice sono intervenuti Riccardo Poletto, docente e Consigliere comunale e Rosalia Cera dell’Agedo veneto (associazione genitori di omosessuali). Margherita Graglia, psicologa e psicoterapeuta, all’attività clinica affianca quella di formatrice e consulente presso Aziende Usl, Università, Scuole di Specialità e Enti pubblici sui temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, conduce corsi rivolti agli insegnanti sui temi dell’identità sessuale, partecipa a vari progetti europei sui temi della diversità, del contrasto al pregiudizio e dell’inclusione sociale. L’omofobia esiste, si è partiti da qui. L’autrice ha presentato un’analisi della funzione psico-sociale dell’arroccamento che porta a squalificare, a considerare un gradino più in basso, i comportamenti omosessuali e ha indagato alcuni aspetti legati al linguaggio e alla comunicazione che inducono a una declinazione negativa della forma omosessuale dell’affettività.
Sessismo e razzismo sono fenomeni più evidenti nelle loro manifestazioni, l’omofobia, quando non è apertamente dichiarata, si presenta più in sottotraccia, celata com’è spesso dalla maschera di un sorriso che non è un sorriso, ma è un invito al dileggio e alla svalutazione della persona considerata diversa. L’ambiguità di questa comunicazione è particolarmente dannosa soprattutto per i giovani, per chi ha ancora in costruzione la sua identità di genere; come altrettanto dannoso è il silenzio riguardo al tema dell’omosessualità, la censura che si opera anche negli ambiti educativi e formativi più prossimi ai ragazzi, la famiglia, la scuola, il contesto dello sport: anche solo non nominando, ad esempio, le parole relative all’omosessualità si contribuisce a creare una non abitudine, una non familiarità che generano distanza e diffidenza. A parole, dai recenti dati Istat, ma anche dall’osservazione informale della comunità che ci circonda, gli Italiani esprimono un atteggiamento di accettazione dell’omosessualità con la condizione di un “a patto che” spesso legato alla “discrezione” nei comportamenti. Si tratta di un’accettazione politically correct che spesso poi viene sconfessata dai comportamenti quotidiani e che crea un enorme disagio alle persone che vivono la condizione dell’omosessualità come emarginazione. La comunicazione quasi immediata della nostra parte identitaria legata alla sessualità è una richiesta forte della società, la persona che ha un orientamento omosessuale, qui e adesso, sente di non avere pari opportunità in questa dichiarazione, civilmente certo ancora non le ha. Gli interventi suggeriti dal dibattito per contrastare l’omofobia sono l’informazione, la formazione, la sensibilizzazione, la creazione di una rete, le minoranze di ogni tipo hanno sempre bisogno di un sostegno allargato. “La partecipazione di tutta la cittadinanza a manifestazioni come il Pride – ha concluso Margherita Graglia – il cui senso è spesso distorto dall’immagine fornita dai media, è importante per costruire un contesto inclusivo, non discriminatorio, che dia una sorta di benedizione”. Il termine “benedizione” utilizzato dall’esperta stupisce un po’ perché è dichiaratorio dell’attesa di un beneplacito che non dovrebbe essere necessario per una condizione legata alla varietà naturale delle manifestazioni d’affetto dell'umano, la sua comparsa nel discorso è però interessante perché invita a una riflessione anche sul ruolo dell’indottrinamento culturale che agisce sui nostri comportamenti sociali.

Oggi alle ore 16.30 in Sala Tolio il Circolo Tondelli offre un’ulteriore occasione di approfondimento su questi argomenti con un incontro che ha come tema “Quale cittadinanza negli affetti, nel lavoro, nella vita sociale?”. L’appuntamento è a ingresso libero.

Più visti

1

Politica

28-03-2025

Torna a casa, Lassie

Visto 11.798 volte

2

Politica

30-03-2025

Verbale di contestazione

Visto 10.458 volte

3

Attualità

29-03-2025

L’Intervistozza

Visto 9.894 volte

4

Attualità

27-03-2025

Le cicogne della RAASM

Visto 9.743 volte

5

Attualità

27-03-2025

Le Nove leve

Visto 9.725 volte

6

Politica

29-03-2025

Coltelli d’Italia

Visto 9.627 volte

7

Politica

29-03-2025

Pronto Soccorso Soccorsetto

Visto 9.623 volte

8

Attualità

31-03-2025

Cassata alla Bassanese

Visto 9.609 volte

9

Politica

28-03-2025

Donald Finco

Visto 9.525 volte

10

Politica

29-03-2025

Ponzio Monegato

Visto 9.460 volte

1

Politica

06-03-2025

Fucile a canne Mozze

Visto 17.297 volte

2

Attualità

11-03-2025

Crozza e Delizia

Visto 14.185 volte

3

Attualità

24-03-2025

Full Metal Grappa

Visto 11.819 volte

4

Attualità

04-03-2025

Bramezzasweek

Visto 11.802 volte

5

Politica

28-03-2025

Torna a casa, Lassie

Visto 11.798 volte

6

Attualità

19-03-2025

La tagliatella della giustizia

Visto 11.644 volte

7

Il "Tich" nervoso

09-03-2025

Turisti per causa

Visto 11.643 volte

8

Politica

10-03-2025

Otto Marcio

Visto 11.271 volte

9

Attualità

20-03-2025

Varda che Lavoro

Visto 10.516 volte

10

Attualità

05-03-2025

Poltrone e Sofà

Visto 10.483 volte